1) OFFRO LEZIONI TEORICHE SULLA COMMEDIA DELL'ARTE ANTICA E CONTEMPORANEA
2) OFFRO LEZIONI TEORICHE SUI PRINCIPALI PERSONAGGI FEMMINILI DI SHAKESPEARE
Chi fosse interessato, può contattarmi scrivendo su questo sito.
1) Commedia dell'Arte contemporanea
«Tu adori far parlare tra loro i libri e i pensieri degli uomini. E, in questo libro, hai messo in relazione uomini e artisti viventi con Maestri e uomini del passato che tuttora vivono attraverso di loro, attraverso le memorie, le dediche, le gratitudini, talvolta persino le inimicizie: testimonianze che coprono o almeno rievocano quasi un secolo di storia viva della Commedia dell’Arte, connesse storiograficamente con i secoli precedenti e da consegnare agli uomini del futuro», ha voluto scrivermi Claudia Contin alla conclusione del progetto. È così. O meglio, è questo che ho tentato di fare nel volume Commedia dell’Arte. Voci, volti, voli (Moretti&Vitali, 2015).
Ho intervistato i più importanti Maestri, registi e attori della Commedia dell’Arte contemporanea:
Eugenio Allegri, Enrico Bonavera, Carlo Boso, Elena Bucci–Marco Sgrosso (Le Belle Bandiere), Titino Carrara, Michele Modesto Casarin, Cristina Coltelli, Claudia Contin Arlecchino–Ferruccio Merisi (Scuola Sperimentale dell’Attore), Eugenio De’ Giorgi, Claudio De Maglio, Antonio Fava, Eleonora Fuser, Fabio Gorgolini, Adriano Iurissevich, Marco Manchisi, Fabio Mangolini, Fabrizio Martorelli, Fabrizio Paladin, Mauro Piombo, Stefano Poli–Stefano Pagin (Scuola Teatro a l’Avogaria), Eugenio Ravo.
La relazione fra passato, presente e futuro appartiene al Tempo, dunque alla Storia. Ma io ho voluto far affiorare dalle conversazioni soprattutto ciò che del Teatro – e di questo particolare generale teatrale, la Commedia dell’Arte – è fuori dalla Storia, fuori dal Tempo. Nell’apparente esilità dei personaggi di Commedia – Vecchi, Innamorati, Zanni, Capitani – si celano i temi universali e senza tempo dell’esistenza umana: Vecchiaia, Gioventù, Amore, Potere, Erotismo, Guerra; la finta (e ripetitiva) evanescenza dei canovacci rivela l’archetipica fascinazione di rituali di fertilità in cui la Morte feconda la Vita, il finire consente il rifiorire. L’ambivalenza è l’essenza dell’Umano. La struggente Gloria dell’Umano desta l’invidia degli dèi immortali. È questa l’eterna Gloria del Teatro, i cui dèi in queste pagine cercherò di evocare, provocare, convocare. Non so se ci riuscirò. Mi rassicurano, però, le parole scolpite sull’architrave di pietra sopra la porta della casa di Jung: «Vocatus atque non vocatus deus aderit». Invitati o no, gli dèi saranno presenti.
Il volume è stato presentato come strumento di storia del fenomeno in molti eventi, in particolare, nel 2016, all’Università di Bologna, ai dottorandi di uno dei più importanti docenti universitari di Storia del Teatro, professor Marco De Marinis; e al master Internazionale di Commedia dell’Arte di Venezia a cura dell’Accademia Teatrale Veneta.
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2) DONNE DI SHAKESPEARE. Personaggi e Attrici, alla ricerca di un Femminile contemporaneo (Moretti&Vitali, 2016) si compone attraverso i dieci personaggi principali (analizzati nell’ordine cronologico di scrittura dei relativi testi) nell’esperienza delle migliori attrici (solo per Cordelia, anche della regista dello spettacolo) che li hanno interpretati negli ultimi decenni:
Caterina, Sonia Burgarello; Giulietta, Federica Castellini; Rosalinda, Melania Giglio; Viola, Elisabetta Valgoi; Ofelia, Gaia Insenga; Cordelia, Arianna Scommegna, Serena Sinigaglia; Desdemona, Valentina Cenni; Lady Macbeth, Monica Guerritore; Cleopatra, Anna Bonaiuto; Miranda, Federica Sandrini.
Brani dei più importanti studiosi shakespeariani corredano le mie domande nelle conversazioni: come per Nadia Fusini, in un suo saggio su Shakespeare, «se risuonano altri nomi in questo libro non è per virtuosismo da erudito, né per vanagloria di pedante, ma perché certi pensieri per contatto si illuminano a vicenda». Ma è soprattutto la voce delle attrici a recare la parola del Poeta che ci narra di amore e potere, ferocia e innocenza, tenerezza e rancore, stupore e sgomento, erotismo e candore, passione e rimpianto, indipendenza e vulnerabilità. L’ambivalenza della Vita e della Morte. L’Umano. E la loro grande sensibilità artistica e consapevolezza intellettuale – oltre alla partecipe adesione all’idea di regia alla base della loro interpretazione e dello spettacolo – ha consentito di sviluppare nelle interviste un’articolata analisi sulle forme e i modi in cui l’Umano trova oggi espressione sulla scena e, al contempo, su come sia possibile viverlo, in tutta la sua molteplicità, nella società dei consumi.
Tutto ciò che emerge dalle conversazioni conferma l’affermazione di Jan Kott: «Shakespeare non ha bisogno di essere attualizzato o modernizzato: la storia lo riempie continuamente daccapo, ritrovandovisi ogni volta». E reca una rassicurante consapevolezza: la Storia rovina addosso agli uomini, sulle loro capanne di fango e luce, ma gli uomini escono sempre vivi dalle macerie, è questa la loro vera, inspiegabile grandezza.
La luce che ho cercato di accendere in queste pagine, allora, non è quella, assoluta, del sole: è l’ardere inquieto di un fuoco nel freddo di una notte non ancora finita mentre il giorno è già impaziente di cominciare. Non so se ci sono riuscito. Mi rassicura, però, la certezza di Harold Bloom: «Si può aggiungere qualsiasi cosa a Shakespeare e i drammi la illumineranno, molto più di quanto quel qualcosa illumini i drammi».
Prezzo richiesto | 7,00 € netti l’ora |
Offro lezioni che possono variare dalla prima conoscenza fino al migliore approfondimento, già sperimentate con dottorandi universitari e allievi di master.
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